La Rubrica dell’Armiere #3 – Il Dragunov

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20 febbraio 2012 di Redazione Sheep News

Il Dragunov di… Casper! ( e noi ci crediamo!)

Cenni storici: L’SVD più conosciuto come Dragunov è un fucile di precisione semi-automatico sviluppato in Unione Sovietica alla fine degli anni cinquanta. Nasce per sostituire l’oramai obsoleto Mosin-Nagant M-1891 del quale però manterrà la cartuccia 7,62× 54 mm R, adotta praticamente lo stesso funzionamento dell’AK 47 che si riconosce bene anche nel profilo estetico.

Il modello che ho acquistato è con funzionamento a molla e devo dire che, anche provato con i pallini, è molto divertente ma senza particolari pretese di precisione.
Per la conversione a tecnologia Lasertag ho optato per il kit “Do It Yourself della IRE” con un’ottica “5 Stelle” ad uso Sniper.

Pensare ad un posizionamento interno del kit (IRE o anche LTI) ritengo sia impossibile; il calcio non offre assolutamente nessun tipo di aiuto per alloggiamenti vari, ed il copricanna contiene a malapena batterie e un paio di interruttori.

Nel caricatore, in metallo, la schedina IRE 4×10 ed il display non hanno assolutamente spazio, e ritengo che anche la scheda LTI, di poco più piccola, non possa starci.

Per contenere la parte elettronica ho optato per un’anpeq, molto bello esteticamente, ma che a malapena contiene schedina, display e speaker; voi direte: “le batterie, gli interruttori e le prese sono delle bazzecole” ma, vi assicuro che ho fatto salti mortali per alloggiarle nel copricanna e nel caricatore (prese sensori) lavorando di trapano non poco.

A conti fatti conveniva l’anpeq IRE, magari meno bello, ma sufficientemente spazioso per contenere tutto senza problemi (lo si trova tranquillamente in commercio).

L’anpeq è stato posizionato sul copricanna in posizione avanzata ri-utilizzando una slitta che ho appositamente fissato sul lato destro.

Per l’ottica ho preso una slitta con attacco specifico per fucili AK con sgancio rapido, sul quale ho posizionato un binocolo 3-9×32.

Per un tocco più che altro estetico, ho messo anche un bipiede di supporto, anch’esso specifico per fucili AK.

Armatevi di santa pazienza perché a meno di un pezzo “specificissimo” per il modello comprato c’e’ bisogno sempre di lima e gomito per adattare gli attacchi.

Per ultimo controllate sempre lo spegnifiamma; dopo aver acquistato il fucile ho scoperto che l’innesto era a baionetta e non a vite; ho dovuto quindi far filettare la canna (ringrazio ancora mio suocero e i suoi agganci nella vecchia attrezzeria nella quale ha lavorato) per poter avvitare il proiettore; non che avrebbe fatto differenza ma almeno uno mette in conto il lavoro da subito.

Per quanto riguarda il peso non so esprimerlo in chili, ma se appena acquistato sembrava estremamente leggero, rispetto ad un L96 ad esempio, a lavoro ultimato è comunque un bel faggotto da portarsi in giro; il bipede da puro elemento estetico penso invece che verrà molto utile per l’uso, sopratutto per mio figlio Casper che ha 13 anni !!!!
Nippon

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